Shein sotto indagine Ue: quando il fast fashion diventa un caso politico
La Commissione europea ha aperto un’indagine formale contro Shein sulla base del Digital services act, mettendo nel mirino tre cose che, insieme, raccontano molto più di un’app di shopping: prodotti illegali in vendita, design “addictive” che spinge a restare incollati allo schermo, e algoritmi di raccomandazione poco trasparenti. Da anni Shein e, più in generale, l’universo del fast fashion cinese (Temu, marketplace che spediscono direttamente dalla Cina, filiere iper-frammentate) accumulano controversie che vanno dal lavoro forzato ai rischi chimici, dalle accuse di “sconti finti” fino al saccheggio creativo e alle battaglie doganali. E adesso l’Europa prova a stringere il cerchio.
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